Ci avete rotto (ovvero: i media, le tette e l’immancabile l’hacker)

Ci avete rotto (ovvero: i media, le tette e l’immancabile l’hacker).

Se i giornalisti di Leggo.it avessero avuto la premura di cercare su Internet qualche dettaglio della storia (cosa che il sottoscritto ha fatto, proprio per verificarne l’autenticità) avrebbero scoperto che, come riporta Ars Technica (o Punto informatico, ma anche siti gossippari come il Daily Mail), il solito FBI ha condotto un’indagine ben più approfondita del cercare su Google, raccogliendo diverse tracce telematiche incautamente disseminate dall’hacker in Rete (a partire sì da quella foto che, sembrerebbe, riportava le coordinate GPS della casa dove era stata scattata), e mettendole poi insieme per arrivare all’arresto. Non proprio un genio questo hacker, ecco. Se proprio avessero voluto dare un tocco rosa alla faccenda, guardando le altre foto pubblicate dal Daily Mail si sarebbero accorti che dopotutto i nerd non sono così sfigati con le donne, vista l’avvenenza della signorina coinvolta.

Gli stessi giornalisti avrebbero poi potuto provare a lanciare una riflessione sull’utilizzo delle moderne tecnologie e di come spesso inconsapevolmente queste lascino tante piccole tracce di noi in giro per server e siti web: puntini che possono essere uniti per formare un disegno più grande che ci rappresenta, più o meno verosimilmente.

Il fenomeno dei moderni paradigmi di comunicazione, veicolati in particolar modo dalla Rete e dai dispositivi a questa connessa, è continuamente sottovalutato dai media nostrani, che riducono tutto a pochi scontati topic:

  • i video buffi con gli animali (che popolano i TG di gran parte dei canali televisivi)
  • il “popolo della Rete“, una fantomatica creatura mitologica che si indigna di volta in volta per ogni tipo di questione: dal TAV ai pistacchi nella mortadella
  • i cattivissimi hacker, che minacciano di continuo le nostre importantissime conversazioni su Facebook
  • i video messaggi di Vasco Rossi

Ci avete rotto. Non potete continuare a trattare certi argomenti con superficialità, lontananza, e ridurre tutto alle tette, i culi e lo “sbatti il mostro in prima pagina”. Non ho grande conoscenza di come i paesi esteri affrontino certi questioni, ma ho il terribile sospetto che, tanto per cambiare, nel vecchio stivale siamo parecchio indietro riguardo l’acquisire coscienza e conoscenza di certe meccaniche.

Analizzare un fenomeno complesso come “Internet” e quello che c’è dentro richiede impegno: conoscerne i meccanismi, studiarne le dinamiche, quando possibile tracciare i contorni di un singolo accadimento, magari poi allargare la visione alla vita di tutti i giorni e di come venga impattata da tutto questo. I resoconti che facciamo su questo blog ne sono un esempio, e la proverbiale goccia nel mare. Quasi mai ci sono risposte, ma sempre nuove domande.

Perciò perché perdere tempo? Meglio pubblicare un paio di tette e cinque righe a caso. I visitatori, di solito, arrivano così.

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