Terremoto. Siamo ancora scossi

Ogni volta che si parla di terremoto, finisce che si manifesti in tutte le sue forme, da quello concreto a quello figurato.
In questo caso il senso figurato riguarda, ancora una volta, il tanto detestato vortice del calcio scommesse.

In genere scrivo trattando altri temi (grafica e stampa, tecnologia e social media in primis), ma non potevo rimanere in silenzio e non esprimere il mio parere in merito agli ultimi avvenimenti.

Il terremoto, quello vero, sta affliggendo con risolutezza non solo la provincia modenese e l’intera regione tout court, ma pare si stia avvertendo proprio in queste ore, con scosse (seppur leggere) anche a Milano.
È una situazione delicata, alla quale dobbiamo prestare quotidiana attenzione, poiché le notizie si susseguono repentinamente e, altrettanto rapidamente cambiano gli scenari.

Cavezzo, mezzo paese crollato

A tal proposito non solo mi riferisco al terremoto di cui sopra, ma anche a quello che imperversa nell’universo calcistico e che, proprio in queste ore, dovrebbe mietere ahimé, nuove vittime.

ho sempre dimostrato integrità morale e onestà

È un tema caldo e delicato anche questo. Proprio adesso si parla di onestà, ma anche di tsunami che rischia di uccidere in maniera irreversibile il calcio italiano.

Nel frattempo ieri sono finiti in manette tantissimi giocatori, ben dieci!: Stefano Mauri, Omar Milanetto, Cristian Bertani e altri calciatori di serie minori. Poi, in serata, il terremoto ha travolto anche Conte, allenatore della Juventus e non ha risparmiato nemmeno Criscito e Bonucci, questi ultimi potenziali difensori della nostra spedizione europea.
Tutti accusati di aver truccato alcune partite dello scorso campionato.
Da qui in poi, il calcio – consentitemi la metafora – va nel pallone

Proprio ieri, scrivevo ironicamente su Facebook:

Giornalista:”Prandelli,chi convocherà agli europei?”
Prandelli:”chi mi rimane”

Cosa aspettarci nell’immediato futuro? Riusciremo a partecipare agli europei, o dovremo dare forfeit causa indisponibilità della rosa?
Una cosa è certa: intorno al mondo del calcio girano troppi soldi, troppi affari loschi e pochissima fiducia. Una nuova calciopoli che porterebbe il sistema calcio italiano a rischio crack è da scongiurare assolutamente.
Se gli stessi soldi, anziché ruotare intorno al calcio, ruotassero intorno ad altri interessi (es. la cosa pubblica e il sistema di welfare italiano) forse oggi avremmo modo di riparare a dovere e tempestivamente ai danni causati dal terremoto – quello concreto.

Con tutto questo marasma e il susseguirsi delle scosse, nessuno è al sicuro. Si salvi chi può.

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