Londra 2012: dittatura alle Olimpiadi

Come per il Calcio, anche le Olimpiadi  abbandonano il terreno esclusivamente sportivo per lasciare spazio al Marketing e alla Pubblicità. L’argomento del giorno: la dittatura dei Brand Sponsor.

Parliamo dei veti, posti dalla “2006 Act“,  nei confronti  dei marchi che non rientrano tra gli sponsor ufficiali dell’evento. Qualsiasi campagna a tema “olimpico”, pur non facendo riferimento esplicito ai Giochi, ma facendo uso dell’Iconografica Olimpica, o di termini che possano evocare associazione ai giochi, potrebbe portare a gravi sanzioni.

Gli Atleti e le altre figure professionali accreditate, non sono autorizzate ad utilizzare simboli olimpici, nè a promuovere qualsiasi brand di prodotto o servizio sui social network, siti e blog personali. Non è inoltre possibile caricare foto su Instagram, nè sfruttare la propria immagine personale senza l’approvazione della Commissione Esecutiva del CIO (Comitato Olimpico Internazionale). Pena, l’espulsione dalle gare.

Addirittura, nella cosiddetta “zona a esclusione di brand”, che abbraccerà praticamente tutta la zona olimpica,  si accetteranno pagamenti solo in carta Visa.

Gli addetti alla sicurezza dei Giochi hanno ricevuto l’ordine di sequestrare un gran numero di oggetti –  bandiere, macchine fotografiche col teleobiettivo,  vuvuzelas, cappelli troppo voluminosi – e  prodotti di marchi diversi da quelli che sostengono le Olimpiadi.

Tutte le aziende non-sponsor non potranno offrire biglietti omaggio per le gare olimpiche ai propri clienti, ne’ invitarli pubblicamente ad assistere alle dirette televisive sui maxi-schermi.

Il problema subentra col il contenimento delle attività di guerrilla marketing, non sarà certo semplice contenere azioni anticonformiste, difficilmente identificabili. In tal caso si prevede un livello di controllo molto elevato da parte della polizia, la quale ha il diritto di entrare in qualsiasi locale in cui si ipotizza potenziale materiale pubblicitario non autorizzato. I trasgressori possono essere arrestati e multati fino a £ 20.000.

Qualche protesta viene fatta. Ne è esempio l’ex lanciatore del peso Adam Nelson, che ha invitato i colleghi a dimostrare il proprio dissenso postando su twitter le foto dei propri piedi nudi. E magari continuare la protesta mostrandosi scalzi durante l’inno. Gli scatti in rete sono decine, ma la dittatura resta…

Fonte: La Stampa, Accademiapulia, Business Insider

 

One thought on “Londra 2012: dittatura alle Olimpiadi

  1. Pingback: Olimpiadi 2012: campagne ironiche e app originali « writeinstampatello

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...