Guerra tra i brand alle Olimpiadi

Come in ogni evento sportivo di portata internazionale, Adidas e Nike cercano di accaparrarsi la scena migliore.

Ed infatti Adidas a suon di centinaia di milioni di euro è riuscita ad ottenere il posto da sponsor principale, avendo così diritto di realizzare l’abbigliamento ufficiale della manifestazione con tanto di logo e la licenza alla fornitura di materiale senza logo olimpico ma comunque dell’evento.

Nike risponde. Lancia la campagna “Find Your Greatness” il giorno dell’apertura dell’evento – con la messa in onda in ben 32 Paesi, Italia compresa, della campagna televisiva.

Protagonisti dello spot Nike sono atleti non professionisti, persone comuni insomma, che amano lo sport e lo praticano in tutti i posti non appartenenti alla grande metropoli britannica, ma che hanno il suo stesso nome. Il tutto, a testimonianza del fatto che, come spiega una voce fuori campo,

la grandezza non è riservata ai pochi prescelti di una sola città, ma è in ognuno di noi e si può trovare in qualunque luogo dal Sud Africa all’Ohio, dalla Norvegia alla Jamaica e ovunque qualcuno sia fortemente impegnato a trovarla.

Ma non finisce qui.

Il gruppo americano è da anni sponsor degli atleti britannici, che però nelle occasioni ufficiali saranno obbligati a vestire la divisa Adidas ma avranno la libertà di scegliere la marca delle scarpe. E così è stato per il campione mondiale dei 5mila metri, Mo Farah, il quale non ha tradito la Nike sfilando con le sue scarpe.

Adidas ha svelato le proprie ambizioni:

l’obiettivo è vendere circa 100 milioni di sterline di merchandising nei quattro anni di sponsorizzazione delle Olimpiadi e quindi arrivare al 2015 a superare la rivale Nike almeno nel Regno Unito. In occasione delle Olimpiadi cinesi, l’investimento di circa 200 milioni aveva permesso al gruppo tedesco di diventare uno dei brand più venduti in Cina, sempre però alle spalle di Nike. Ora c’è in gioco il sorpasso in un mercato, maturo ma chiave, come quello britannico, dove Nike ha una quota del 18% e Adidas del 15% nel settore sportswear che vale 4,3 miliardi di sterline.

Riuscirà il gruppo tedesco nel suo intento? Ai posteri l’ardua sentenza..

Fonte: sole24ore

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