Facebook si espande: nasce FWD.us

Dopo Facebook Zuckerberg punta alla politica

fwd

Ieri, 11 Aprile, sul Washington Post  Mark Zuckerberg ha pubblicato un editoriale dal titolo “Immigrazione ed economia della conoscenza“, con cui ha lanciato il nuovo progetto: FWD.us.

Forward us si costituisce come  un’organizzazione no-profit che si pone l’obiettivo di regolamentare in modo più costruttivo l’immigrazione verso gli Stati Uniti.

I fondatori e sostenitori di questo movimento credono fermamente nelle potenzialità che gli immigrati hanno e, di conseguenza, nel valore aggiunto che apportano agli Stati Uniti.

Zuckerberg infatti scrive nel suo editoriale:

I miei bisnonni venivano da Ellis Island. I miei nonni erano un postino e un agente di polizia. I miei genitori sono medici. Io ho fondato una società. Niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza una politica di immigrazione accogliente, un sistema di istruzione e una grande comunità scientifica leader nel mondo.

Gli studenti di oggi devono avere le stesse opportunità ma il nostro sistema attuale li blocca.

Abbiamo una strana politica di immigrazione, per essere una nazione di immigrati.

Ed è una politica inadatta per il mondo di oggi.

In un’economia della conoscenza le risorse più importanti sono le persone di talento da educare e attrarre nel nostro paese.[…]

Abbiamo bisogno di formare e attrarre i migliori. 

In queste parole vengono racchiuse la mission e la vision del gruppo; ecco perchè l’editoriale di Mark viene definito il manifesto di FWD.us.

Questo progetto vanta sostenitori provenienti dai colossi della Silicon Valley, tra gli altri citiamo solo:
Aditya Agarwal (Dropbox), Reid Hoffman (LinkedIn), Andrew Mason (Groupon), Marissa Mayer (Yahoo!), Eric Schmidt (Google), Kevin Systrom (Instagram);

che partono dalla constatazione che più del 40% dei migliori studenti di matematica e ingegneria in america provengono da altri paesi.

Ovviamente anche questo progetto è social (in onore del fratello Facebook); infatti viene richiesta la partecipazione di tutti che possono unirsi (loggandosi anche con l’account fb) e condividere il progetto per darne una voce popolare.

Beh che dire, staremo a vedere…

Il caro Mark sta crescendo!

Fonte:  The Washington post

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